martedì 24 maggio 2011

Un martedì frizzante

Che poi ho ravanato la bancadati Coeweb tutto il giorno scaricando dati uno a uno. Voglio dire, per oggi ho fatto anche abbastanza. Ma poi anche ieri ho ravanato il Coeweb. Va bene che sta lì a posta per farsi ravanare, ma non posso passare tutti i santi pomeriggi della mia settimana solo a ravanare nel Coeweb. Cioè, ne va della mia e della sua di reputazione.  Oltre che della mia - e della sua - di vita sociale.
Allora ho deciso di rendere questo martedì, frizzante. Mi fermo al negozio dell'università a comprare un kitkat e un boomerang. Quello che vedete in figura 1. Fiero ed orgoglioso del mio acquisto, sono andato a provarlo subito nel parco del campus. Primo lancio, folata di vento, asfalto. Secondo lancio, non torna indietro. Terzo, e quarto lancio, idem. Va lanciato più forte. Quinto lancio, albero. Poi cade a terra. Il boomerang. Si fa una fatica incredibile con questi boomerang che non tornano indietro. Uno, che non ha mai provato il boomerang che non torna indietro non ci crede che co' sti bbumerang si compiono tanti, ma tanti di quegli sforzi.... E poi per me non è possibile imparare a usare un boomerang che non torna indietro se non hai qualcuno che te lo riporti. Domani, finito di ravanare nel Coeweb, andrò a comprarmi un cane. Così poi, posso usare il boomerang.

Figura 1, boomerang.

giovedì 19 maggio 2011

Il fiume scorre piano come gli pare

Composed Upon Westminster Bridge
 (W. Wordsworth)

Earth has not anything to show more fair:
Dull would he be of soul who could pass by
A sight so touching in its majesty:
This City now doth like a garment wear
The beauty of the morning; silent, bare,
Ships, towers, domes, theatres, and temples lie
Open unto the fields, and to the sky;
All bright and glittering in the smokeless air.
Never did sun more beautifully steep
In his first splendour valley, rock, or hill;
Ne’er saw I, never felt, a calm so deep!
The river glideth at his own sweet will:
Dear God! the very houses seem asleep;
And all that mighty heart is lying still!



L'incanto di una Westminster silenziosa.
Buonanotte

lunedì 16 maggio 2011

Si tratta di scegliere

Però ci sono quei trenta minuti che precedono il pranzo che andrebbero riempiti in qualche modo. Gli inglesi accendono la tivì e si sparano uno dei tanti food programmes, che fanno tendenza in questo periodo. Pensavo l'altro giorno che di cose da dire in effetti ce ne sarebbero sempre. Che se ti metti a pensare bene alle tue giornate, tireresti fuori centinaia di cose da scrivere. Tenere traccia delle cose che mi succedono non mi dispiacerebbe, anche se poi però dovrei passare la vita a scrivere. E a quel punto scriverei di me che scrivo. Voglio dire, smetterei di vivere. Si tratta di una scelta tra vivere o scrivere sul blog. E' difficile.
Impulsivamente opterei per la prima. Ma forse la vita di uno che scrive di sè che scrive nel pre-pranzo, magari non è poi tanto male.

giovedì 5 maggio 2011

L'effetto-dentiera

Credo che solo una mente geniale possa partorire una exams-schedule come quella che ci è capitata. Mi chiedo cosa possa aver pensato quella persona, in quel momento di quel giorno davanti a quel foglio Excel. 
Dalla forma non ben definita. Certamente grassa. Probabilmente vecchia. Una tazza di tè accanto al suo laptop e dei biscotti al burro. La immagino sistemarsi la dentiera con una certa frequenza mentre muove tacca dopo tacca la rotella del mouse verso il fondo per cercare le celle dove copiare, incollare, spostare, riarrangiare le date degli esami. Lentamente aggiusta le date per tutti i corsi di laurea, scrupolosamente, meticolosamente, col suo fare pacioso, giocherellando con la sua dentiera. Di lingua. B2 va mosso accanto a C3 e C5 sotto D8. Si, si. Ancora. Un riquadro attorno a F6. Geniale. Vai con un giro di dentiera. Biologia te la piazzo al 6 maggio e Relazioni internazionali va a fine mese. Acquisisce sicurezza. 7, 16, 23 gli esami per Lettere. Ben distanti. Voilà. La circense. Giostra i corsi di laurea come clavette. Si lecca le labbra. Un tripudio. Altro giro.
E manchiamo noi. Gli economisti agrari. 
Improvvisamente un rumore metallico. Un ferro della dentiera si spacca. Tac. La parte superiore della dentiera scivola fuori dalla bocca e cade sulla sua moquette blu. La immagino che si alza. Che mi inciampa nei fili del laptop e cade. Col laptop dietro. Poi a ruota biscotti al burro e tè. Catastrofe. E' certamente andata così.
Perde il controllo. Ha solo una monofila di denti adesso. Confusa, agitata e innervosita si rimette al lavoro. Ma non c'è tempo (sì, improvvisamente non c'è più tempo), deve correre dal dentista a farsi aggiustare la monofila superiore. Inserisce i nostri esami automaticamente in testa al foglio Excel. Tutti. In blocco. Un maxi copia incolla nelle celle della prima settimana e via. Salva con nome e chiudi sessione.

Ecco spiegato il perchè dei miei quattro esami concentrati tutti in una settimana.  Non c'è altra spiegazione se non l'effetto dentiera.
4 programmi diversi per intero da studiare in tre settimane. E qui si sa. Chiedono il dettaglio. Ed è leggermente un casino.

E da qui riparte la storia dei 30 supereroi. Chi 2, chi 3, chi 4, chi 5 esami. Chi pure chicchirichì. Perchè il pollo non manca mai nei salubri menu inglesi, neanche nel rush finale di maggio. Quello degli esami ufficiali.


Gli esami qui sono presi molto seriamente.
Cellulari, borse, zaini, lontani e spenti. Posti numerati. Nome e cognome non esistono. Sei un codice. Devi controllare su una bacheca posta al di fuori dell'aula dell'esame, il tuo codice e il tuo posto. Si cronometra al secondo. Ti leggono la procedura punto per punto prima di iniziare l'esame. Un answer book a testa, con copertina da compilare coi tuoi dati. Ancora. Inghilterra = Compilazione.
Domande a risposte aperta. Un quaderno di 20 pagine per rispondere. Questa è la carta e questa è la penna. Adesso mettiti a scrivere e nel frattempo io mi appollaio sulla tua testa per controllare che non copi. Ciao, dimenticavo, sono una delle tre guardie. Un cartello all'entrata ti ricorda che se ti beccano con un foglietto non solo ti annullano l'esame ma rischi addirittura l'espulsione dall'Università. Insomma, secondo i soliti canoni inglesi: alla tua azione sconsiderata X, seguirà con una certezza del 100% qualcosa di irreparabile, Y. Se lasci il pc attaccato alla corrente, l'intera Hall andrà certamente in fiamme nel giro di venti secondi. 
Incendi e compilazione. Non credo si ripetano altro in testa.
Se c'è una cosa che l'Università di Reading ti insegna, quella è l'organizzazione. Rispettare le scadenze e lavorare a lungo sotto stress. E' il bombardamento continuo del sistema-imbuto.
Entri nel tunnel, e indietreggi con la faccia rivolta verso il mitra. Iniziano a impallinarti da settembre. 
Se muori perdi. 
E' questione di costanza e resistenza. E devi ottenere anche buoni risultati.
Nelle regole del gioco è ammesso girarsi verso l'altro lato per vedere la fine del tunnel. Ma non più di un attimo. Non c'è tempo per rifiatare. Continui a indietreggiare e attacchi ad assorbire le raffiche del mitra. Che incrementano a tasso crescente. Nel frattempo l'imbuto si restringe e con esso anche i tempi, inizi ad accumulare pallottole. Devi tenere duro, per non cadere pezzo-pezzo. Sembrano non volerti aiutare a posta. Aggiungono, aggiungono, aggiungono... testano la tua resistenza.
Tre esami in tre giorni. Ma anche un assignment da consegnare per il secondo giorno. Ed anche un essay per la fine della settimana. E poi quel famoso corso obbligatorio da seguire tra il secondo e il terzo giorno di esami. 2 ore. Inizia a serpeggiare l'ipotesi del complotto.
La soluzione è procedere a manetta. A dritto. Paraocchi e concentrazione. Anche in questo ultimo periodo. Ti stai scolpendo nel marmo. L'MSc non è un tassello che si aggiunge al tuo curriculum. E' un macigno.
Alcuni compagni li lasci per strada. C'è chi rallenta l'indietreggiamento e si fa impallinare più del dovuto. Tutti portano a casa tutti gli esami ma non tutti superano tutto.


Oggi finalmente siamo usciti definitivamente dall'imbuto. Ed è stato il delirio.
Ho guardato gli altri e ho capito che questo è uno dei giorni più significativi della mia vita.
Buonanotte.


Agriculture Building - Whiteknights Campus, Reading (UK)

giovedì 14 aprile 2011

Senza-azioni

...e quando meno te lo aspetti, ti attraversa una folata di vento.
Ed è come prendere improvvisamente la linea con una ricetrasmittente dopo ore di solo rumore di fondo.

Non ne avrai mai una prova tangibile, ma in quei venti secondi hai avuto la netta sensazione di pensare alla stessa cosa di una seconda persona, ed hai pure la netta sensazione che anche la seconda persona abbia pensato alla stessa identica cosa in quel momento. Per un attimo avverti una ferma sovrapposizione di pensieri, che arrivi a tangere con lo spirito ma che la tua materia grigia non riesce a spiegare.
E' lo stabilire una connessione che non sei tu a stabilire. Un modem che si è appena collegato senza il tuo consenso.
E' curioso quel che è accaduto oggi.
Buonanotte

mercoledì 6 aprile 2011

Multicùltural

venerdì 25 marzo 2011

Onda libera

Perle di sudore.
Pressione.
Rispettare le deadlines.
Geniali intuizioni.
Addormentarsi.

Far sorridere.
Creare tormentoni.
Talent scouting di caricature.

Incollare persone diverse insieme.
I racconti di un ghanese.

Il piacere dei giorni passati a studiare in gruppo.
Ridere.
Integrazione. Etnie diverse. Obiettivi comuni. Picco di amicizia.

Fine del term.
Ennio Morricone.
Senso di libertà.

Buttare una borsa su un prato verde.
Toccare l'erba con la testa. E il cielo con gli occhi.
Colori.

Serate improvvisate. Che diventano pulp.

Fratture nasali.
Greci. Popolo fantastico.
Turchi. Rivelazione.
Lezioni di turco.

Il miglior professore cho ho avuto in vita mia è neozelandese e si chiama Garth.
La persona più intelligente che abbia mai incrociato in vita mia è ghanese e si chiama Christian.

Mitopoiesi di un fiore bianco: parte prima. 
Foto di ombre. Foto di gruppo.
Mitopoiesi di un fiore bianco: parte seconda.
Mitopoiesi del tasto "mi piace" di facebook.

Improvvisarsi "miglior cuoco" del Berkshire.
Apprezzare i White Lies in un pomeriggio di sole davanti a un caffè.
Verde.

Beautiful England.

***
La mia vita si fa nel narrarla e la mia memoria si fissa con la scrittura.
Ciò che non riverso in parole sulla carta lo cancella il tempo..

[Isabel Allende]


domenica 6 marzo 2011

G4 - International Summit

Four countries representing four different continents 
in the first G4 Econometrics forum in Reading (UK)!!!!!

 

from the left side:

Seiko - Japan (Asia)
Alessandro - Italy (Europe)
Natasha - Guyana (South America)
Christian - Ghana (Africa)

Pasta al sugo and Japanese food for dinner!

giovedì 24 febbraio 2011

Pollo all'arancia, le nuove avventure.

Si sa. Quando si vive da soli bisogna adattarsi. Ma adattarsi è "dominio" di inventarsi.
Si finisce così per creare, proiettare le invenzioni laddove c'è una lacuna. La cucina è uno dei tanti esempi.
Io sono ormai diventato un esperto del "pollo all'arancia", dei suoi segreti e delle sue travolgenti avventure.
Ricetta facile, rapida e se saputa fare vi farà fare anche bella figura con i vostri coinquilini di turno. :)
  • Petti di pollo, 500 g
  • 4-5 arance, pure sei
  • Latte, 50 mL
  • Burro
  • Sale e pepe
basta. Siamo persone semplici noi.

Tagliate a pezzetti piccoli i petti di pollo e metteteli a marinare nel succo d'arancia (aggiunto di pepe) precedentemente spremuto, per una mezz'ora abbondante.
Il pollo deve godere, estasiarsi in più arancia possibile.
Sciogliete del burro "quanto basta", (e qui lasciate godere me anzichè il pollo utilizzando (finalmente) il termine "quanto basta", nella padella e aggiungete i pezzi di pollo). Il succo dell'amore non buttatelo.
E' provato scientificamente che un "pollo ben imbevuto" rilasci a sua volta succo d'arancia (Chef Tony, 2001). Eccome se lo rilascia!
Assicuratevi dunque che, nella padella, il pollo cuocia allegramente nel succo da esso stesso rilasciato.
Ne sarà felice, ma non violentatelo con fiamme troppo alte.
Il pollo ha bisogno di tempo, e soprattutto preliminari.
Non appena il succo di arancia si è ritirato quasi completamente, docciate il pollo con l'altro succo d'arancia, quello che vi era avanzato dal precedente bagno. Vi spalancherà un sorriso.
Lasciate cuocere per un po' ed aggiungete il latte. Poco e ben distribuito. 50 mL dovrebbero essere sufficienti. Mi raccomando, pollo a pezzi piccoli.
Poi pepe e soprattutto sale. Salate, salate. Pollo amare sale.
Lasciate cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti. Ma tutto dipenderà dal sistema pollo-liquido.
Servite caldo.

Da buon enologo, ci abbinerei un Tocai friulano. Ma non spendeteci troppo euri per il vino.
E' pur sempre del loffio e banale petto di pollo.

Future Perspectives

- aggiungere la farina per aumentare la consistenza del sughetto



References

Tony Chef et al. (2001), The mechanisms of orange juice absorbtion in a chicken environment, The American Journal of Chicken, 6, 223-310

lunedì 21 febbraio 2011

Meridiano zero, isola dei cani, All star. E finire a Torre Annunziata.

Il Tamigi, come un filo, taglia Londra in due. Crea un'ansa, poi un'altra ancora ed inizia a ingrossarsi. A sud della seconda ansa, una strana forma circolare si incastra a mò di enzima-substrato. Ti colpisce subito dalla cartina. 
Infilataci con sapienza dal maestro Rogers (che ci progetta il centro a Scandicci) e teatro di grandi concerti ed eventi sportivi, l' "O2 arena" è l'inizio del mio sabato mattina. 
Complice il venerdì notte che ha mietuto ancora una volta vittime... si riparte con le solite 5 ore scarse di sonno, ma stavolta armati di guida Lonely Planet English version (2.70 £ su amazon - tiamoamazon) alla scoperta di Londra. A Reading ci sono affezionato, ma è Londra che mi sta facendo innamorare, che necessita delle mie coccole in questo sabato mattina. Paolo (il fratello maggiore acquisito) stavolta mi raggiungerà in giornata.
Cielo grigio, ergo, linea della metro grigia. Non fa una piega. Un esempio di logica. Grandioso.
Carico la Oyster e mi accomodo sulla Jubilee Line. Oggi ho deciso, mi vado a sedere sul meridiano zero. Appoggio comodamente la schiena al seggiolino, sfoglio la mia guida ed alzo gli occhi ad ogni stop per guardare incuriosito forme e motivi che dipingono le fermate metro. Tutti clamorosamente diversi. Adorerò presto i pixel della fermata Tottenham Court Road... Parlano. Londra è così. Interagisce con te. 
Il Meridiano 0° 00,00'
Il primo negozio del mondo! :) 
Stop a North Greenwich (da pronunciarsi "grenić" e non "grinuić") dunque. Piove e c'è foschia, l'O2 (The Millennium Dome), che ha ospitato Michael Jackson, Bon Jovi, Led Zeppelin si staglia dietro di me. 50 metri di altezza, 1 chilometro di circonferenza. Un autentico capannone da circo. Maestoso, Imponente. Sembra galleggiare. Sembra essere un'isola. Alla fermata C passano i bus che ti portano verso il Greenwich Park ed approfitto subito del 188, piove e non posso camminare molto, poi è un ottima occasione per guardarsi l'area comodamente seduti. Siamo nel South east London e il London Borough of Greenwich (Patrimonio dell'umanità) è totalmente atipico rispetto a ciò che ho visto finora. Prettamente residenziale, ha le caratteristiche di un villaggio e girando per le strade si può respirare il forte legame di questa città con il mare. Edifici bianchi, parchi alberati e svariati negozietti che vendono orologi, sestanti ed oggettistica marina (carino il Nauticalia, " The first shop in the world, 0° 00.04'W "). Modelli di navi ovunque. Al centro dell'area il Greenwich park. La foschia purtroppo non rende il giusto merito al panorama, che in una bella giornata di sole avrebbe certamente reso di più. Mi dirigo sull'ermo colle al centro del parco, che ospita il Royal Observatory e la linea del meridiano zero.
GMT 01.32 pm, in Italia un'ora in più. Approfitto per sistemare finalmente l'ora sul mio orologio da polso. Mi metto a cavallo del meridiano 0. Caspita sono tra i due emisferi!! Un po' come essere tra Springfield e Shelbyville insomma. Da qui si vede tutta l'area. Il panorama è fantastico nonostante la nebbia e le brutte facce di una famiglia di pisani, che purtroppo ho trovato sul mio cammino. Scivolo verso la Queen's House, il National Maritime Museum ed il Royal Naval College. Che visito rapidamente. In foto alcuni dettagli del National Maritime Museum, e la Tulip Staircase della Queen's house.


Non riesco a vedere il Cutty Sark, il clipper in esposizione da non so quanti anni. E' stato incendiato da qualche burlone nel 2007, e sia tutt'ora in fase di restauro. Mi dirigo verso il molo per respirare un po' di aria di Tamigi. Riesco a vedere l'O2 da qui, nonostante la nebbia. Una signora con un cane minuscolo mi passa a fianco e due turisti mi chiedono se ho idea di dove sia il tunnel sotterraneo che ti permette di attraversare il tamigi ed andare dall'altra parte. "E' chiuso cicci!". Ero dell'idea di farmelo a piedi e raggiungere Millwall, ma per tutto il 2011 non sarà accessibile. Ottima scusa per prendere la DLR, tornare indietro e raggiungere Paolo che mi aspetta a... Camden Town! Dalla semiruralità e tranquillità di Greenwich al marasma del Camden Market.
Veduta (nebbiosa) della Queen's house e dell'Old Royal Naval college
Entrata della Queen's House

La Tulip Staircase della Queen's house

Il National Maritime Museum
O2 arena e Isle of Dogs (da google.com)
London overground. Mi siedo sulla DLR, la linea metro che taglia il Tamigi e accarezza i grattacieli del Canary Wharf, il centro direzionale di Londra che ospita le sedi delle grandi banche e della London Press (HSBC, Barclays, The Telegraph, The Independent,...). E' come una giostra. Guardo dall'alto i docks, vasconi d'acqua squadrati dalle costruzioni attorno, che perimetrano questo lembo di terra dandogli la pseudo forma di un'isola. Sto volando sull'Isle of Dogs (l'isola dei cani... mang' lì can!). Sospeso in aria, la mia immagine riflessa nel vetro della metro, il blu dei vetri attorno a me, sembra di essere in una scena di un film (aggiungo una foto aerea presa da google). Scendo nel mezzo del Canary Wharf, tra i grattacieli, per cambiare linea ed andare dall'altra parte di Londra. "O' come son basso"!!! 180 centimetri contro decine e decine di metri d'altezza! Geniale la tube station!!! Sembra una cattedrale sotterranea. Ed è proprio in mezzo all'agglomerato!
Stazione della Metro di Canary Wharf

Linea grigia, poi linea nera quindi, mani in tasca e giù in mezzo alle follie punk e alle bancarelle vintage di Camden Town. Il mercato si divide in tre aree, il Camden Market, il Camden Lock Market e il Camden Stables Market. Puoi trovare di tutto. Compreso Paolo. Non passeremo la serata qui, perchè a Ealing Broadway, West London, ci aspetterà un terzo moschettiere per " l'abbuffata di pizza napoletana". Pizzaiolo di Torre Annunziata. :) Compro un sacchetto con 4 donuts bisunte d'olio. Cibi grassi e insani per non far abbassare troppo il livello del colesterolo cattivo. Paolo mi vede e mi piange. Ma ho fame. Giriamo per un paio d'ore, in mezzo a All Star giganti, aereoplani appesi testa in giù, negozi a tinte forti, piercing e tattoos. Due Cyborgs (finti) ci accolgono all'entrata del Cyborg Dog. Bitch style? elettropunk? technofuturistico? Non saprei come definirlo! Il negozio più di fuori che abbia mai visto in vita mia!! Musica assordante e led ovunque. Abiti fluorescenti, pelliccioni improponibili ed un'area VM 18. E non è una discoteca. Oltre l'estremo. Un'attrattiva. Ridiamo.
Rimaniamo colpiti dall'altissimo numero di asiatici che hanno acquisito negozi e bancarelle, la nuvola cinese ha assorbito qualsiasi cosa! Ogni tre secondi provano a placcarti per un assaggino. Ma l'odore di spezie ed incensi rende stucchevole qualsiasi cosa. Ad eccezione delle ciambelle. 

Giriamo ancora un po' e decidiamo di raggiungere Ealing Broadway. Per la pizza napoletana. Ottima e a prezzi accettabili. Una pizza (davvero come si deve!!), birra e acqua a 10 £. Un posto Fantastico, come piacciono a me: piccolo, atmosfera familiare, pochi fronzoli e ottima cucina. Il pizzaiolo di Torre Annunziata è stato travolgente!!
Sabato sera piacevolissimo. A soli venti minuti dalla tranquilla Reading. 
Ed è tutto molto bello! :)
La mattina dopo partiremo per Windsor.  
The post is coming soon.... (hopefully!!!)

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(Un pensiero alle vittime dei bombardamenti in Libia)