Sarà il 2011, saranno i buoni propositi per l'anno nuovo, sarà che stai trascorrendo un pezzo della tua vita in Inghilterra, sarà che i rapporti con le persone che ho incontrato qui con il tempo iniziano a prendere corpo e a diventare vere proprie amicizie. Sarà che si respira un'aria diversa nel gennaio Readinghese. Sarà icchè tu vvoi, ma questo pomeriggio "c'ho voglia di scrive dù righe"!
Non lo so icchè sto dicendo, ma ho appena finito un esame e consegnato un essay!
Sono stato al supermercato per prendere un po' di verdura, altrimenti qui l'intestino si intasa. E ho il bagno in camera (buttiamoci un po' di trash, che schifo).
Insomma, se c’è una cosa che mi rende particolarmente handicappato è aprire i sacchetti quelli sottilissimi che servon per prender la verdura. Strofinavo tra le dita, soffiavo, provavo ad allargare le due estremità prendendole con le unghie. Niente. 20 secondi di imprecazioni in toscano per attirare l'attenzione di un vecchio inglese piantatosi tra gli scaffali del Sainsbury's a assistere allo spettacolo. Una commessa si è avvicinata per chiedermi se avessi bisogno di una mano. Non ce n'è bisogno signorina dico soddisfatto, e magicamente la busta si apre. Uno di quei colpi di culo che ti risparmia una figura di merda. E' stato bellissimo. Ho guardato soddisfatto la commessa che mi ha spalancato un sorriso.
Insomma dopo questo esame sono più disteso ed attendo il weekend con trepidazione. Molto probabilmente domenica ci scapperà una giratina a Londra. Bisogna approfittare del meteo favorevole.
Poi si riprende con i corsi e con le lezioni di quel soggetto di Garth.
Statistico neozelandese. A surfing-bayesian man. G. potrebbe benissimo venire in classe al mattino con una camicia hawaiana e un paio di sandali, non cambierebbe granchè in fondo. Un uomo di grandi dimensioni, dal capello castano stopposo e col pizzetto in lana. Camicia larga, sbottonata, pantalone largo, sbottonato e un paio di occhiali che si sistema col dito medio. Ogni suo movimento smuove la mia curiosità. Si è presentato e ci ha suggerito di spegnere i cellulari e... non fare sesso in aula. Pare sia successo durante una sua lezione in California. A metà strada fra John Goodman e Peter Griffin, un uomo che si sofferma a raccontarci aneddoti sulle capre, che ci spiega le curve d'indifferenza con foto di terrazzamenti e con un accento neozelandese esilarante. Grande, grosso e molto femminile. Condisce le lezioni di risatine sarcastiche che strozza a metà. Di quelle fatte a posta per essere continuate dal pubblico. In genere funzionano per quelli che come me non chiappano le sue battute. Esempi rigorosamente al femminile, sfondi delle slides rosa, e punti sulle rette che paiono frisbee. Dei patacconi allucinanti.
E' un genio.
Ore 19.15:
Doccia, barba, cena e movida readinghese!
venerdì 28 gennaio 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
amano aggiungerlo al latte
C'è un profumo diverso in cucina. Caffè espresso. Da una Bialetti portata su da Sant'Angelo a Fasanella. Ho portato Sant'Angelo a Reading. Mi vien da ridere se penso alla cristalliera della cucina di Sant'Angelo e al cupboard readinghese. Lo stesso oggetto appoggiato in due luoghi diversi a migliaia di chilometri di distanza. Curioso.
Cerco con gli occhi la busta del caffè ogni mattina quando apro la dispensa. E' accuratamente riposta sulla destra, vicino al miele e al pacco dello zucchero. Ma niente storie, devo farlo da me, con le mie mani. Deve avere il sapore che gli dò io. Io conosco le quantità. A volte faccio un po' di schiumetta con lo zucchero e le prime gocce di caffè che escono. Macchinetta per due ovviamente e ne lascio sempre un po' anche per Shubdha e Xinzhu che se ne sono presto innamorate e amano aggiungerlo al latte. Ancora non sono pronte a prenderlo amaro come faccio io. - "Alessandro!? How can u drink it like this!! It's too strong, actually! - they say".
Devo dedicargli un po' del mio tempo... cinque, sei, sette minuti... lo sorseggio alla finestra mentre intanto osservo il comportamento curioso degli scoiattoli che salgono e scendono dagli alberi della foresta di fronte. Vorrei bullizzarli rompendogli un po' le scatole, tirargli qualcosa, ma la finestra fa 45° e poi si blocca.
Il silenzio intorno, l'aria del mattino e il profumo di caffè danno un colore diverso a questa cucina, facciamo sempre un casino qui, avere un ritaglio di silenzio fa quasi effetto.
Finalmente sveglio. 8.30. Fine della colazione. Ci si incammina verso il campus.
αντίο!
Cerco con gli occhi la busta del caffè ogni mattina quando apro la dispensa. E' accuratamente riposta sulla destra, vicino al miele e al pacco dello zucchero. Ma niente storie, devo farlo da me, con le mie mani. Deve avere il sapore che gli dò io. Io conosco le quantità. A volte faccio un po' di schiumetta con lo zucchero e le prime gocce di caffè che escono. Macchinetta per due ovviamente e ne lascio sempre un po' anche per Shubdha e Xinzhu che se ne sono presto innamorate e amano aggiungerlo al latte. Ancora non sono pronte a prenderlo amaro come faccio io. - "Alessandro!? How can u drink it like this!! It's too strong, actually! - they say".
Devo dedicargli un po' del mio tempo... cinque, sei, sette minuti... lo sorseggio alla finestra mentre intanto osservo il comportamento curioso degli scoiattoli che salgono e scendono dagli alberi della foresta di fronte. Vorrei bullizzarli rompendogli un po' le scatole, tirargli qualcosa, ma la finestra fa 45° e poi si blocca.
Il silenzio intorno, l'aria del mattino e il profumo di caffè danno un colore diverso a questa cucina, facciamo sempre un casino qui, avere un ritaglio di silenzio fa quasi effetto.
Finalmente sveglio. 8.30. Fine della colazione. Ci si incammina verso il campus.
αντίο!
venerdì 17 dicembre 2010
Respiro
L'immagine è forte purtroppo, ma la sensazione che si prova dopo aver defecato tre esami in due giorni, l'ultimo dei quali alle quattro del pomeriggio di oggi è semplicemente e banalmente incredibile.
La facoltà di Economia Agraria dell'Università di Reading è fondamentalmente programmata per uccidere. Terza in Europa dopo Cambridge e Copenaghen, ti concentra tutti gli esami (presentazioni, lavori di gruppo, test in aula) in 10 giorni. Tutto nell'ultima settimana del term. E' un imbuto. Sette corsi da seguire e sette esami da affrontare in modalità diverse. E capita di dover consegnare un progetto il venerdi, uno il martedi dopo, affrontare un esame il mercoledì e due il giovedi.
E questo è il challenging. Informazioni su informazioni che non sai più dove far entrare, e la mole di lavoro che si impenna improvvisamente. Esci pazzo. La sfida è nel mantenere il controllo della situazione. Agire con intelligenza senza farsi assalire dal panico. Lucidità.
Un ultimo mese e mezzo da urlo.
Ma "la si sfanga sempre". Stavolta come le volte precedenti.
L'adrenalina che non se ne va subito, l'idea di dover tornare in stanza a studiare, ripetere, riguardare gli appunti è la prima sensazione che si prova. Poi ti guardi intorno e leggi negli occhi degli altri le tue stesse emozioni. Dei sorrisi si allargano inconsciamente. Ognuno sembra aver gettato a terra le proprie zavorre. La strada è ancora lunga, ma avverti che un primo passo è stato fatto. Sentimenti comuni. E poi una birra (più di una) liberatoria. Non si corre stasera, non c'è fretta di essere a casa, non ci sono tabelle di marcia da rispettare stasera, si chiacchiera... lo si fa ad oltranza, si ride e ci si rilassa. La neve all'uscita è stata la ciliegina sulla torta.
Continuerò a vedere i colleghi che si addormenteranno stanchi sui banchi. Continuerò a ricevere telefonate su skype alle tre di notte. Il ritmo sarà sempre più intenso, ma ne varrà la pena. Ricondividerò altri momenti fantastici come questo.
Domani Londra.
Buonanotte.
La facoltà di Economia Agraria dell'Università di Reading è fondamentalmente programmata per uccidere. Terza in Europa dopo Cambridge e Copenaghen, ti concentra tutti gli esami (presentazioni, lavori di gruppo, test in aula) in 10 giorni. Tutto nell'ultima settimana del term. E' un imbuto. Sette corsi da seguire e sette esami da affrontare in modalità diverse. E capita di dover consegnare un progetto il venerdi, uno il martedi dopo, affrontare un esame il mercoledì e due il giovedi.
E questo è il challenging. Informazioni su informazioni che non sai più dove far entrare, e la mole di lavoro che si impenna improvvisamente. Esci pazzo. La sfida è nel mantenere il controllo della situazione. Agire con intelligenza senza farsi assalire dal panico. Lucidità.
Un ultimo mese e mezzo da urlo.
Ma "la si sfanga sempre". Stavolta come le volte precedenti.
L'adrenalina che non se ne va subito, l'idea di dover tornare in stanza a studiare, ripetere, riguardare gli appunti è la prima sensazione che si prova. Poi ti guardi intorno e leggi negli occhi degli altri le tue stesse emozioni. Dei sorrisi si allargano inconsciamente. Ognuno sembra aver gettato a terra le proprie zavorre. La strada è ancora lunga, ma avverti che un primo passo è stato fatto. Sentimenti comuni. E poi una birra (più di una) liberatoria. Non si corre stasera, non c'è fretta di essere a casa, non ci sono tabelle di marcia da rispettare stasera, si chiacchiera... lo si fa ad oltranza, si ride e ci si rilassa. La neve all'uscita è stata la ciliegina sulla torta.
Continuerò a vedere i colleghi che si addormenteranno stanchi sui banchi. Continuerò a ricevere telefonate su skype alle tre di notte. Il ritmo sarà sempre più intenso, ma ne varrà la pena. Ricondividerò altri momenti fantastici come questo.
Domani Londra.
Buonanotte.
lunedì 13 dicembre 2010
Gradualmente
Togliere lentamente il freno a mano.
La vita adesso vuole che ti liberi per un attimo della ferraglia che ti appesantisce, quella che era utile e funzionale, ma che era un ingombro per la parte pura del tuo essere.
Senti così il bisogno di retrocedere a sola forma. Ecco il lasciarsi andare. Nella sua definizione più schietta.
Restare con un dito del piede poggiato per terra ma iniziare a staccarsi... con lentezza.
Allora inizi a capire. Ti innalzi sempre di più, metti in folle, disconnetti la mente e cominci a salire, a salire...
Prendi coraggio, superi l'ultimo strato dell'atmosfera, è quello che vuoi e sei libero.
Adesso non ti senti più ancorato.
Puoi finalmente iniziare un viaggio bellissimo.
martedì 30 novembre 2010
Monument valley, new heading pic...
The Back of Beyond vi accoglierà da oggi con le ombre rosse del tramonto nella Monument Valley. Straordinaria composizione fotografica ad opera di
Marco Bellucci
(cliccando sull'heading potete accedere alla source dell'immagine)
domenica 28 novembre 2010
[Synaesthesia #1] Verde acqua e Gazzè
Associare uno stimolo sensoriale a un evento.
La musica e i pensieri. La musica nei pensieri. La musica dei pensieri?
L'ultima. Sinestetizzo.
E allora "Mentre dormi" di Max Gazzè mi ricorda prima un'automobile...
...poi una luna gigante.
Poi un buonissimo profumo...
...ed un paio di jeans.
Mi giro e penso che se fossi un colore, saresti verde acqua.
Naturalezza e verde acqua si sposano bene... complesso descrivere quello che ho provato.
Il vento della tranquillità attraversava tutto il mio corpo, dalla testa ai piedi.
Rigenerandomi e lasciandomi con un sorriso.
Adesso ritorna. Incrociando sistemi sensoriali diversi.
Il travolgente potere della musica.
La musica e i pensieri. La musica nei pensieri. La musica dei pensieri?
L'ultima. Sinestetizzo.
E allora "Mentre dormi" di Max Gazzè mi ricorda prima un'automobile...
...poi una luna gigante.
Poi un buonissimo profumo...
...ed un paio di jeans.
Mi giro e penso che se fossi un colore, saresti verde acqua.
Naturalezza e verde acqua si sposano bene... complesso descrivere quello che ho provato.
Il vento della tranquillità attraversava tutto il mio corpo, dalla testa ai piedi.
Rigenerandomi e lasciandomi con un sorriso.
Adesso ritorna. Incrociando sistemi sensoriali diversi.
Il travolgente potere della musica.
mercoledì 24 novembre 2010
La voix du sang
Renèe Magritte
Fascino sottile, fine ingegno. C'è un fiume in secondo piano, lo si intravede. Dall' azzurro del paesaggio al nero della quercia, le tenebre calano ma resta qualcosa di vivo nella natura. Si assapora quiete. Si percepisce vita. La casa con le luci accese è la linfa, il sangue che scorre. La quercia è viva. E poi una sfera, la perfezione. Un albero aperto come un armadio. "Guardala la natura, è viva e perfetta" - sembra dirci Magritte. Forse uno spunto. E' notte, il mondo dorme ed è in silenzio, è forse questo il momento giusto per apprezzare la natura.
La voce del sangue è il titolo di quest'opera, che parla tanto.
Buonanotte
giovedì 18 novembre 2010
L'intermezzo
Intermezzo. La (seconda) vita universitaria, scandita da una serie di appuntamenti che manco Monica Bellucci, assume connotati militareschi. Giorni spezzettatissimi. Rispolvero le autoimposizioni sopite e mi detto regole. Fluttuo fra due substrati. Il substrato studio e il substrato nutrizione. Dormo e cammino insieme. Scadenze incombenti, finito un lavoro, due già accumulati. Mi sento carico, di lavoro e di spirito. Catalizzo. Credo inconsciamente di amare le situazioni complesse. Una forma di sadismo forse, ma ogni volta che ne esco, la soddisfazione e il piacere aumentano esponenzialmente. Adoro il challenging professionale. Ma è l'intermezzo. L'intermezzo di un trimestre che cade alla fine del mio primo quarto di secolo. Alcune cose in standby, altre in progress. E' un momento di transizione, quella linea di discontinuità che ho voluto tracciare nella mia vita. L'indefinito mi fa sorridere. Come alcune delle cose attaccate sulla bacheca di fronte a me.
Stasera ho tempo. Flussi di pensieri. Penso all'intermezzo cioè all'inter davanti a mezzo.
Perchè si sa... l'Inter è sempre davanti.
Buonanotte.
sabato 13 novembre 2010
Il drago rosso sulla verde collina
Cymru. Galles in gallese. Lo stato con la più alta densità di Castelli medioevali al mondo, addirittura 400 in un'area di duecentocinquanta chilometri! Un'enormità. E poi pocore.
Pecore, pecore, pecore. Beeee si, ce ne sono a vagoni, dicono addirittura che ci siano più pecore che abitanti, e "un vi racconto cosa 'e dihano gli inglesi sulle abitudini sessuali dè gallesi!". Se ti stai chiedendo quale sia il nesso tra le pecore e le abitudini sessuali dei gallesi, beh... la soluzione la troverai tu stesso in Galles non appena vedrai una pecora voltare le spalle ad un pastore.
Arrivo intorno a mezzogiorno. Sosta al museo della civiltà gallese. Un piccolo villaggio che racconta la vita gallese, casette di argilla rosse col tetto di paglia che punteggiano un'area piena di viuzze di terra battuta, roseti, verdi sentieri e vasche d'acqua. Tempo di qualche foto, una rapida citazione di Asterix ed Obelix, e giungiamo al castello di St. Fagan. Immerso nel verde anch'esso. Dedali di siepi, statue, scalinate, giardini e pergolati disegnano un paesaggio fiabesco.
Siamo leggermente fuori dalla capitale del Galles. Tempo un'ora e il bus ci porta in città.
Cardiff, la capitale più verde d'europa, il tempio della natura. Siamo nel cuore della città. Ancora un castello, ed ancora verde intorno a noi. Parchi immensi. L'autunno è appena iniziato e le rosse foglie degli alberi colorano il paesaggio intorno a noi. I cinesi che compongono il nostro gruppo approfittano dei colori per sfamare le loro Canon e per farci perdere tempo. E' il posto ideale per leggere un libro o fare una corsa.
Giungiamo alla torre dell'orologio, simbolo di Cardiff, che svetta al lato del Castello nel cuore della città. Stupenda. Entriamo nel forte del castello, ammiriamo Cardiff dalla sua vetta, tra vertigini e risate scendiamo ed esploriamo le altre parti del castello. Poco tempo a disposizione, decidiamo di fare un giro per il centro. Città ordinata, pare offrire molto per la sera, il Millennium stadium e qualche opera di post-modernariato sono il simbolo evidente di una città in evoluzione e dalle molte potenzialità. L'amore per il rugby è viscerale, il merchandising delle palle ovali è ovunque, e fa breccia sui turisti. Carino il "Brewer quarter" e le viuzze del centro. Che valgono un giro.
I gallesi sono cordiali, e non solo nei negozi. La proverbiale "welsh ospitality" non viene intaccata nemmeno dal tentativo del solito buzzurro italiano di turno che testa con il suo didietro panche di trecento anni fa.
Montiamo sul coach che riporta a Reading. Qualche ora in più di permanenza ci avrebbe fatti più felici, ma va bene così.
Siamo leggermente fuori dalla capitale del Galles. Tempo un'ora e il bus ci porta in città.
Cardiff, la capitale più verde d'europa, il tempio della natura. Siamo nel cuore della città. Ancora un castello, ed ancora verde intorno a noi. Parchi immensi. L'autunno è appena iniziato e le rosse foglie degli alberi colorano il paesaggio intorno a noi. I cinesi che compongono il nostro gruppo approfittano dei colori per sfamare le loro Canon e per farci perdere tempo. E' il posto ideale per leggere un libro o fare una corsa.
Giungiamo alla torre dell'orologio, simbolo di Cardiff, che svetta al lato del Castello nel cuore della città. Stupenda. Entriamo nel forte del castello, ammiriamo Cardiff dalla sua vetta, tra vertigini e risate scendiamo ed esploriamo le altre parti del castello. Poco tempo a disposizione, decidiamo di fare un giro per il centro. Città ordinata, pare offrire molto per la sera, il Millennium stadium e qualche opera di post-modernariato sono il simbolo evidente di una città in evoluzione e dalle molte potenzialità. L'amore per il rugby è viscerale, il merchandising delle palle ovali è ovunque, e fa breccia sui turisti. Carino il "Brewer quarter" e le viuzze del centro. Che valgono un giro.
I gallesi sono cordiali, e non solo nei negozi. La proverbiale "welsh ospitality" non viene intaccata nemmeno dal tentativo del solito buzzurro italiano di turno che testa con il suo didietro panche di trecento anni fa.
Montiamo sul coach che riporta a Reading. Qualche ora in più di permanenza ci avrebbe fatti più felici, ma va bene così.
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