martedì 24 settembre 2013
Being Anziano #2
Ricontrollare il contatore dell'acqua di notte perchè non ci si fida della lettura di Broony ed avere ragione. Una roba tipo 4000 metricubi d'acqua risparmiati. Being Anziano helps you saving money.
venerdì 26 luglio 2013
Sapore Montenegro: Amore Vero
Di tanto in tanto Broony riceve cose tipo questa.
Amore Montenegro,
ti auguro una buonanotte.
Una buonanotte vera.
Dal sapore vero.Sapore Montenegro: Amore Vero.
L'arte va condivisa.
Being Anziano #1
Compilare lentamente i moduli per evitare di uscire troppo presto dalla posta. Il precoce faccia a faccia con il caldo può risultare letale per noi anziani.
martedì 21 maggio 2013
Podisti 2.0
La mia ragazza, che peraltro fa tranquillamente a penna i
cruciverba senza schema per solutori più che abili, dicevo, la mia
ragazza ho scoperto che è una podista iPodista.
mercoledì 23 gennaio 2013
Poésie en langue d'oc
Je te pens.
lo fasc entensamont.
Je te pens
en qest momant.
La moi partens
est imminant
la moi tristes
est devastant.
Ma le pasion che sant
pour la moi prinscipess
me rend contant
com un bimb a Natale.
Schema metrico:
ABAB ABAB ABAC
lo fasc entensamont.
Je te pens
en qest momant.
La moi partens
est imminant
la moi tristes
est devastant.
Ma le pasion che sant
pour la moi prinscipess
me rend contant
com un bimb a Natale.
Schema metrico:
ABAB ABAB ABAC
sabato 24 novembre 2012
Un bacino d'attrazione
C'era una volta un uomo di circa ventotto anni che si aggirava per casa cercando la chiave della porta di casa. Cercava la chiave della porta sul mobiletto, poi il mobiletto nel corridoio, il corridoio in casa e la casa nella via. Qui la storia dell'uomo di circa ventotto anni si bloccava, perchè purtroppo per uscire in strada quest'ultimo aveva bisogno della chiave di casa.
Sto provando a trovare una soluzione ma al momento il ciclo della storia è apparentemente chiuso e purtroppo per noi tutti, ad oggi, tale problema è ancora oggetto di numerosi studi.
(Io ad esempio lo spiegherei con i cicli biperiodali)
(Io ad esempio lo spiegherei con i cicli biperiodali)
domenica 28 ottobre 2012
Lavori il giorno che è notte
Stamattina mi son svegliato che c'era l'ora solare. Che uno quando c'è l'ora solare è contento che la sera prima può far più tardi che tanto si torna indietro nel tempo di un'ora e chi s'è visto s'è visto. Che poi stanotte abbiamo battuto il record di abbassamento delle temperature. Che dalle 2 alle 3 legali si è abbassata la temperatura di tipo 3-4 gradi, e poi dalle 2 alle 3 solari di altri 3-4 gradi. Sei gradi in un'ora è roba.
Insomma pensavo stamani sotto le coperte che sarebbe bello tutti i giorni tornar indietro di un'ora, ecco. Che dal primo di gennaio ogni giorno vai un'ora indietro, che ogni giorno guadagni un'ora e ogni dodici giorni ti si ribalta il giorno con la notte e inizi a diventare svedese. Che tipo passi da uno stato all'altro mentre sei sempre nel tuo aspelund da 209 cm con le doghe in legno. Lavori il giorno che è notte, e tanto è buio e chi se ne frega. E poi la notte, che alla fine è giorno, esci, e vai a mangiarti un piatto di smörgåsbord con i colleghi. Che insomma pronto, dove andiamo stamani? C'è un concerto dei Gatti Mezzi a mezzogiorno. Norrlands Guld a un euro e cinquanta.
martedì 23 ottobre 2012
Inconvenienti del mattino
Stamani mi son svegliato, sono andato in bagno per far le cose del mattino e quindi in cucina per metter a scaldare del latte. Poi sono andato a vestirmi, che mentre il latte è sul fuoco, uno guadagna tempo, ho pensato. Mi son versato il latte nella tazza per farlo freddare e Torno dopo, mi son detto. Poi son tornato nuovamente in cucina, ma non mi ricordavo se avevo messo lo zucchero nel latte oppure no. Ma io son parecchio sveglio, e per questo genere di inconvenienti del mattino ho messo da anni a punto una tecnica infallibile: ne bevo un sorso, così capisco subito.
giovedì 18 ottobre 2012
Il sorpasso
Stasera verso le ventidue e quaranta, un uomo di circa ventotto anni, in una punto grigia, ha sorpassato un secondo uomo di origine ed età imprecisate, piantato al semaforo verde in via dei Rossi a Scandicci, su un'apecar. Qualche istante dopo, l'uomo di circa ventotto anni è salito in casa, ha acceso il suo netbook ed ha scritto questa cosa sul suo blog. L'uomo dalle origini ed età imprecisate, per quanto ne sappiamo, è sempre là.
mercoledì 10 ottobre 2012
La virtù dell'astrazione
Lavoro da anni all’Unesco e presso altri organismi internazionali, nonostante ciò ho saputo conservare un certo senso dell’umorismo e specialmente una notevole capacità d’astrazione, voglio dire che se un tizio non mi piace lo cancello immediatamente, e mentre lui parla e parla io passo a Melville, e intanto quel disgraziato crede che lo stia ascoltando. Così, se mi piace una donna posso astrarle i vestiti non appena entra nel mio campo visivo, e mentre lei mi dice che oggi c’è un tempo infame, io trascorro lunghi minuti ad ammirarle l’ombelico. Qualche volta è quasi malsana questa mia dote.Lunedì scorso furono le orecchie che transitavano nella galleria dell’ingresso. Nel mio ufficio trovai sei orecchie; al buffet, a mezzogiorno, ce ne erano più di cinquecento, simmetricamente poste in duplice fila. Era divertente vedere ogni tanto due orecchie emergere, uscire dai ranghi e allontanarsi. Parevano ali.Martedì scelsi qualcosa che credevo meno frequente: gli orologi da polso. Mi ingannai, perchè all’ora di pranzo ne vidi circa duecento sorvolare le tavole con un movimento di avanti-indietro che ricordava in modo straordinario l’azione di sezionare una bistecca. Mercoledì preferii ( con un certo imbarazzo) qualcosa di più fondamentale, ed elessi i bottoni. Che spettacolo. L’aria della galleria invasa da un banco di pesci dagli occhi opachi che si spostava orizzontalmente mentre ai lati di ciascun piccolo battaglione orizzontale dondolavano pendolarmente due, tre o quattro bottoni. Nell’ascensore la saturazione era indescrivibile: centinaia di bottoni immobili, o che si muovevano appena, in uno stupendo cubo cristallografico. Ricordo in modo particolare una finestra (era pomeriggio) contro il cielo azzurro. Otto bottoni rossi disegnavano una delicata verticale, e di qua e di là si muovevano dolcemente piccoli dischi madreperlacei e pudichi. Quella donna doveva essere bellissima.
Mercoledì era quello delle Ceneri, giorno in cui i processi gastrici mi parvero adeguato corollario alla circostanza, così alle nove e mezzo fui avvilito spettatore dell’arrivo di centinaia di sacche piene di una pappetta grigia, risultato di un miscuglio fatto di cornflakes, caffelatte, e croissants. Al buffet, vidi in che modo un’arancia si suddivideva in minuti spicchi, che a un certo momento perdevano la propria forma e scendevano uno dietro l’altro andando a formare a un determinato livello un deposito bianchiccio. In questo stato l’arancia percorse il corridoio, scese quattro piani, e dopo essere entrata in un ufficio andò ad immobilizzarsi in un punto posto fra le due braccia di una poltrona. Un pò più in là si vedeva in analogo riposo un quarto di litro di tè carico. Quale curiosa parentesi (ho l’abitudine di esercitare la mia facoltà di astrazione arbitrariamente) potevo vedere anche una boccata di fumo intubarsi verticalmente, dividersi in due traslucide vesciche, uscire di nuovo tramite un tubo e dopo una graziosa voluta disperdersi in barocchi risultati. Più tardi (io stavo in un altro ufficio) trovai un pretesto per tornare a far visita all’arancia, al tè e al fumo. Ma il funo era sparito, e invece dell’arancia e del tè c’erano due sgradevoli tubi ricurvi. Persino l’astrazione ha i suoi aspetti penosi; salutai i tubi e tornai nel mio ufficio. La mia segretaria piangeva leggendo la comunicazione del mio licenziamento. Per consolarmi decisi di astrarre le sue lacrime, e per un certo tempo mi deliziai con quelle minuscole fonti cristalline che nascevano nell’aria e si riversavano allagando estratti, carta assorbente e bollettini ufficiali. La vita è piena di bellezze come questa.
Questa è una storiella di Julio Cortàzar, che mi è piaciuta molto.
Vi consiglio anche il libro da cui è tratta, si intitola "Storie di cronopios e di famas" ed è edito da Einaudi.
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